Lettera 1432 pubblicata il 2 novembre 2026
LA MESSA TRADIZIONALE ?
UNA MESSA NORMALE !
LE PAROLE DI UN PREFETTO PER IL CULTO DIVINO
267ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI
Cari amici,
ora avete tutte le informazioni sul 15° pellegrinaggio *Summorum Pontificum* a Roma; un pellegrinaggio notevole, ma in cui siamo stati trattati come cattolici sospetti, essendoci stato proibito di entrare in processione nella Basilica di San Pietro.
Pertanto, credo valga la pena ricordare come è nata questa iniziativa dei pellegrinaggi tradizionali a Roma. Durante il primo pellegrinaggio, nel 2012, fu proprio il Prefetto della Congregazione per il Culto Divino, il Cardinale Antonio Cañizares, a celebrare la Messa del pellegrinaggio in San Pietro. E questo stesso cardinale dichiarò a un giornalista romano che la Messa tradizionale era "normale".
Di seguito un documento dell'epoca: un articolo pubblicato il 3 novembre 2012, lo stesso giorno della Messa, dal blog *Riposte catholique*: "In diretta da Roma: questo 3 novembre, nella Basilica di San Pietro, la Messa 'straordinaria' è la Messa normale" (En direct de Rome : ce 3 novembre à la basilique Saint-Pierre, la messe « extraordinaire », est la messe normale).
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In diretta da Roma: questo 3 novembre 2012
nella Basilica di San Pietro,
Una Messa 'straordinaria'? Una Messa normale!
Come preludio a questa celebrazione, appena conclusasi nella Basilica di San Pietro, il Cardinale Cañizares ha spiegato quanto segue al vaticanista Andrea Tornielli, scegliendo con cura le parole: "È un modo per chiarire che l'uso del messale del 1962 è normale". Per chiunque abbia familiarità con il funzionamento della Curia Romana, un simile gesto da parte del Prefetto della Congregazione per il Culto Divino nella Basilica Vaticana non poteva che essere, in un modo o nell'altro, ispirato – come indicato dal messaggio del Papa, letto in francese all'inizio della cerimonia.
Alle 14:30, la lunga processione di confraternite, clero e fedeli – partita da San Salvatore, sull'altra sponda del Tevere, attraversando il Ponte Sant'Angelo e salendo poi lungo Via della Conciliazione – è entrata nella Basilica Vaticana per unirsi alla moltitudine di fedeli già in attesa all'interno. Alle 15:00, visibilmente raggiante, il Prefetto per il Culto Divino ha dato inizio alla Messa Pontificia sotto la Cattedra di San Pietro, davanti a una congregazione di circa 2.000-3.000 persone radunate attorno alla Cattedra, senza contare la folla dietro le transenne e i numerosi membri del clero, sia secolare che religioso. Come negli altri eventi di questo pellegrinaggio *Summorum Pontificum*, uno degli aspetti più eclatanti è stata la massiccia presenza di sacerdoti e seminaristi diocesani, sia provenienti dalle varie università pontificie sia giunti appositamente per l'occasione dalla Francia, dagli Stati Uniti, dall'Inghilterra e da altri paesi.
Tra i prelati romani presenti alla cerimonia (Monsignor Perl; Monsignor Pozzo, nominato arcivescovo proprio quella mattina; Monsignor Agostini, maestro delle cerimonie pontificie, ecc.), spiccava la presenza in modo quasi ufficiale della Commissione *Ecclesia Dei*, guidata dal suo vicepresidente, Monsignor Di Noia, circondato dai suoi collaboratori e a presiedere i membri del clero. Il Reverendo De Andrade, membro della stessa Commissione, ha condotto la cerimonia in modo impeccabile, assistito da un sacerdote diocesano, il Reverendo Cuneo. Il prete assistente era Monsignor Ferrer, vicesegretario della Congregazione per il Culto Divino, il diacono, il reverendo Barker, vicario della parrocchia personale romana dedicata alla liturgia tradizionale, il suddiacono, il reverendo Reginald-Marie, della Fraternità di San Vincenzo Ferrer. Gli altri ministri sono stati scelti tra i seminaristi dei collegi romani o tra il clero diocesano.
Tutto sembrava voler trasmettere l'idea che, se prima questa liturgia non era che un "privilegio" concessoci, e seppur siamo ancora lontani dal traguardo desiderato, ora ci troviamo già sul cammino verso una situazione in cui essa è da tenersi come normale; ciò che ieri era straordinario deve essere integrato a poco a poco, passo dopo passo, nelle parrocchie, nelle diocesi, nei movimenti giovanili e nella vita della Chiesa nel suo complesso.
È proprio questo che lo stesso Cardinale Cañizares ha sottolineato al termine della sua omelia (di grande profondità spirituale), sviluppando un tema a lui molto caro: il *Motu Proprio* rappresenta la riconciliazione della Chiesa con se stessa, cioè con la propria tradizione, il cui asse è il culto romano tradizionale. Quando il "Ministro della Liturgia" di Benedetto XVI allude, con grande sottigliezza, all'"illuminazione" che la costituzione *Sacrosanctum Concilium* dovrebbe portare a entrambe le forme del rito romano, non significa forse che, se ieri il Concilio è stato interpretato alla luce della liturgia di Paolo VI, oggi può essere reinterpretato ugualmente con l'aiuto – per non dire, attraverso il filtro – della liturgia detta di San Pio V? L'emozione che pervase i presenti alla Messa del 3 novembre derivava, in parte, dalla consapevolezza di assistere all'inizio di una rivoluzione copernicana. Il Cardinale ricordò gli obiettivi del pellegrinaggio: ringraziamento e sostegno alle intenzioni del Santo Padre, e una comunione "affettuosa" del popolo *Summorum Pontificum* con il Padre Comune.
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Ed ecco un video di quel periodo: http://www.youtube.com/watch?v=UGnVwoJtnz4&feature=youtu.be. Non ho nulla da aggiungere a questi documenti, cari "sentinelle" parigine, se non che nel 2013 – meno di un anno dopo – il Papa di *Summorum Pontificum* si era dimesso e il Papa che avrebbe pubblicato *Traditionis Custodes* era già stato eletto. Ciononostante, i nostri instancabili sforzi per riportare la Messa tradizionale in latino al suo stato di messa normale non si sono mai fermati. Ne sono testimonianza gli sforzi compiuti durante i pellegrinaggi a Roma. Lo stesso vale per l'impegno delle "sentinelle" parigine che recitano il rosario in rue du Cloître-Notre-Dame 10, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30; a Saint-Georges de La Villette, avenue Simon Bolivar 114, il mercoledì e il venerdì alle 17:00; davanti a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.
In unione di preghiera e amicizia.
Christian Marquant



