Lettera 111 pubblicata il 8 settembre 2019

SITUAZIONE DELLA LITURGIA TRADIZIONALE NEL MONDO ALLA FINE DEL 2018

Nella nostra lettera 110, pubblicata il primo de settembre 2019, abbiamo presentato la situazione della Messa tradizionale nel mondo. Dopo aver compiuto una panoramica sui Paesi del globo, in cui viene celebrata regolarmente, e constatato ch’essa è ormai presente in più di 80 nazioni – senza tener conto delle regioni dipendenti da metropoli come la Martinica o la nuova Caledonia per la Francia oppure Porto Rico per gli Stati Uniti -, affrontiamo oggi la seconda parte della nostra inchiesta 2018, rivolgendo la nostra attenzione sul numero di preti, che celebrano la Messa tradizionale nel mondo, sempre intervistando Christian Marquant, che ha tenuto una relazione alla quinta Giornata Summorum Pontificum lo scorso 29 ottobre a Roma.


Paix Liturgique - Abbiamo un’idea di quale sia il numero di preti, che celebrano la Messa tradizionale nel mondo?

Christian Marquant – È un argomento ancor più complesso da trattare di quello relativo ai luoghi in cui viene celebrata la Messa tradizionale, anche non considerando altri che i preti associati agli istituti tradizionali. Inoltre, noi non disponiamo per quest’indagine che di statistiche, spesso fluttuanti o incomplete, e di informazioni molto superficiali a proposito dei preti diocesani, che generalmente non desiderano farsi pubblicità per il loro attaccamento all’usus antiquior. È per questo che, come ho fatto per la prima parte di questa inchiesta, ringrazio sin d’ora tutti coloro che ci aiuteranno a correggere ed a migliorare le nostre informazioni.


Paix Liturgique - Ma si dispone di dati abbastanza precisi riguardo la Fraternità sacerdotale San Pio X?

Christian Marquant – In effetti si tratta di un’istituzione che pubblica statistiche piuttosto precise (1), secondo le quali i preti della Fraternità San Pio X sarebbero stati circa 660 alla fine del 2018. È tuttavia più difficile stimare il numero dei sacerdoti appartenenti ai gruppi religiosi orbitanti attorno alla Fraternità San Pio X come i cappuccini di Morgon, i benedettini di Bellaigue, la Fraternità della Trasfigurazione e molte altre, di cui noi conosciamo l’esistenza, ma non sempre il numero di preti che ne fanno parte. Si può affermare prudentemente la cifra totale di 50 sacerdoti «alleati» della Fraternità San Pio X. Ma a questo gruppo di circa 710 preti, bisogna aggiungere quelli detti della «resistenza», che, per quanto non appartengano più alla Fraternità, gravitano ancora nella medesima orbita. Per tale gruppo il numero di 50 appare ragionevole. Si può dunque seriamente prendere in considerazione il fatto che l’insieme complessivo riunisca attualmente circa 760 preti.


Paix Liturgique - E per le comunità che si richiamano ancora all’Ecclesia Dei?

Christian Marquant – Anche in questo caso taluni elementi sono semplici da conoscere; altri lo sono meno. In effetti, se i grandi istituti Ecclesia Dei ci forniscono volentieri le proprie cifre, ci sono gruppi più piccoli per i quali i dati sono più difficili da conoscere.

In questo modo si sa che la Fraternità San Pietro riuniva poco più di 300 sacerdoti alla fine del 2018, che l’Istituto di Cristo Re Sommo Sacerdote ne contava 112, che l’Istituto del Buon Pastore ne aveva 45 e che l’Amministrazione apostolica personale San Giovanni Maria Vianney ne contava 35. Ciò dà un primo totale di circa 500 preti. Se i restanti sacerdoti della nebulosa Ecclesia Dei erano un centinaio, cifra che io considero come attendibile, avremo un totale di circa 600 preti per questi contesti.


Paix Liturgique - Avete già considerato i religiosi tradizionali in questo calcolo?

Christian Marquant - Gli istituti Ecclesia Dei rientrano di fatto nella categoria dei preti non secolari, vale a dire religiosi. Ma la Sua domanda fa riferimento, penso, ai monasteri, specificamente quelli benedettini, legati alla Messa tradizionale come Fontgombault, Clear Creek o Norcia (e molti altri!), fondati prima del 1988 (o che sono responsabili di comunità tradizionali create prima o dopo tale data. Penso a Riaumont) e sempre rimasti indipendenti dall’ex-Commissione Ecclesia Dei, salvo per quanto regoli le questioni liturgiche. Non è irragionevole stimare ch’essi riuniscano circa 130 preti nel mondo.

In questo modo, il movimento “ufficiale”, che raggruppa i preti delle comunità Ecclesia Dei ed i religiosi della liturgia tradizionale, conterebbe circa 730 sacerdoti (600 dell’Ecclesia Dei più 130 religiosi non dell’Ecclesia Dei).


Paix Liturgique - Lei ritiene dunque che l’insieme del mondo tradizionale riunisca più di 1.400 preti?

Christian Marquant – Sì, noi parliamo sempre di preti appartenenti ad istituti “specializzati” nella Messa tradizionale e non dei preti diocesani che la celebrano. Se dunque si sommano i 760 preti della “galassia” San Pio X ed i 730 del mondo tradizionale “ufficiale”, si giunge a quasi 1.500 sacerdoti. Si noti come le due “famiglie” tradizionali riuniscano oggi un numero equivalente di preti.


Paix Liturgique - Vi vede un significato?

Christian Marquant - Il significato più evidente è quello di una notevole vitalità da parte del mondo tradizionale. Essa si rivela considerevole, anche quando si compari, almeno in Occidente, la “fecondità” del mondo extraordinario a quella del mondo ordinario. “Fecondità” intesa qui come rapporto tra il numero dei fedeli che partecipano a questa liturgia ed il numero di preti, ch’essi “generano”: in Occidente, questo “tasso di fecondità” è drammaticamente debole nella forma ordinaria, mentre è molto simile alle cifre pre-Concilio nella forma extraordinaria. In Francia, secondo le stime più al ribasso: l’1% dei luoghi di culto francesi sono dedicati al culto tradizionale; il numero dei praticanti è almeno il 5% del totale, ma con un’età media nettamente più bassa; ed essi “generano” ogni anno tra il 15 ed il 20% dei preti assimilabili a quelli diocesani (nel 2107: 22 ordinazioni sacerdotali per la Messa tradizionale; 84 per la Messa nuova).

Si osserva anche come la dinamica della Fraternità San Pio X non abbia subìto rallentamenti dal 1988 – data della creazione della Commissione Ecclesia Dei e delle prime erezioni di istituti Ecclesia Dei. Quanto allo sviluppo degli istituti Ecclesia Dei e di altri, questo è cresciuto senza discontinuità. Non solamente, pertanto, nessuno ha sofferto della concorrenza, ma tutto si è svolto come se lo sviluppo di un’”offerta” più varia avesse accresciuto la “domanda”, il manifestarsi di vocazioni. Lei mi perdonerà l’utilizzo di termini tanto popolari, trattandosi di quella realtà soprannaturale ch’è la chiamata del Signore, ma ciò s’incarna, come tutte le questioni di Chiesa, in una realtà di ordine sociologico.


Paix Liturgique - Ma Lei non riduce il numero di preti legati alla liturgia tradizionale agli istituti «specializzati»?

Christian Marquant – Per niente. Insisto, al contrario, su questo fatto: la nostra inchiesta mostra come, accanto ai preti appartenenti alle istituzioni tradizionali, esista un numero considerevole ed in piena crescita di preti diocesani o religiosi, che sono alquanto legati alla Messa tradizionale, che essi conoscono e celebrano.


Paix Liturgique - Come può concepire numericamente questo universo?

Christian Marquant – Noi giungiamo così al cuore delle difficoltà della nostra ricerca, ma non è impossibile vedervi chiaro, pur non potendo vedere con precisione. Abbiamo numerose piste incrociate da tentare:

A – I celebranti delle Messe Summorum Pontificum nelle diocesi;

B – I preti membri di associazioni sacerdotali;

C – I preti, che hanno imparato a celebrare la Messa tradizionale;

D – I numerosi contatti sul territorio, stretti da Paix liturgique.


Paix Liturgique - Come definisce i celebranti delle Messe Summorum Pontificum?

Christian Marquant – Il maggior numero di Messe celebrate in virtù del Motu Proprio Summorum Pontificum secondo l’usus antiquior non lo è ad opera di preti Ecclesia Dei, bensì ad opera di preti diocesani o di religiosi, che non appartengono a istituti tradizionali.

A titolo d’esempio, La rinvio alla nostra intervista con Marco Sgroi (nostra lettera 680, pubblicata il 29 gennaio 2018), che indica precisamente come in Italia l’83% delle Messe Summorum Pontificum venga celebrato da diocesani, ciò che la dice lunga sul volto nascosto della tradizione. Ora, come indica molto correttamente Marco Sgroi, se in un primo tempo numerosi furono i sacerdoti incaricati di tali celebrazioni, pur non desiderandolo affatto, e che addirittura accettarono questa missione per silurare l’emergere di tali comunità di fedeli, oggi questo non è che un fattore marginale: i sacerdoti, che celebrano la Messa tradizionale, lo fanno molto volentieri.

E ciò lo si osserva in quasi tutte le regioni raggiunte dal fenomeno Summorum Pontificum.

Si può ritenere che i preti siano oltre 200 in Italia, oltre 250 in Francia, oltre 150 in Inghilterra, ecc.


Paix Liturgique - Cosa intende, parlando di società sacerdotali?

Christian Marquant – Penso per la Francia all’Opus sacerdotale, che da molto tempo riunisce i sacerdoti perlopiù diocesani, in maggioranza legati alla Messa tradizionale, che profittano di questa appartenenza per rafforzarsi in tale spirito in occasione di ritiri o di altre riunioni. Posso citare, in Italia, l’Amicizia Sacerdotale Summorum Pontificum.

I nostri contatti con queste associazioni e con altri gruppi meno noti, ci forniscono un secondo indice sul numero dei preti legati, in una determinata regione, alla Messa tradizionale, benché sia evidente come questa seconda pista confermi ampiamente la prima.


Paix Liturgique - Lei può ricordare comunque il caso di preti non tradizionali, che abbiano desiderato imparare a celebrare la Messa tradizionale?

Christian Marquant – Sì, è un fenomeno conosciuto, anche se le Case legate alla Fraternità San Pio X e il mondo tradizionale “ufficiale”, che partecipano a tale movimento, agiscono con la massima discrezione. Ma si sa che, dopo il Motu Proprio del 2007, diverse migliaia di preti hanno seguito tale tipo di formazione. Noi conosciamo negli Stati Uniti una Casa, che dichiara di aver insegnato a celebrare usus antiquior ad oltre mille sacerdoti americani.


Paix Liturgique - Ci parla anche dei vostri contatti?

Christian Marquant – Noi abbiamo contatti diretti con preti europei ed indiretti tramite nostri amici all’estero. Posso affermare che ci sono ancora, oggi, numerosi sacerdoti, che non sono liberi di render pubblico il loro attaccamento alla Messa tradizionale nelle loro parrocchie o nelle loro Diocesi. Essi temono sempre sanzioni od, in ogni caso, guai di vario genere. C’è anche un numero non trascurabile di preti “dissidenti”, se posso impiegare per analogia questo termine forte, i cui confratelli, che li circondano, ignorano le loro preferenze liturgiche, ch’essi vivono talvolta di nascosto!


Paix Liturgique - Riuscirebbe a fare una sintesi a partire da queste diverse tracce di ricerca?

Christian Marquant – È difficile. Mi limiterò a darLe una cifra, minimale, di 3.000 preti, che nel mondo sono legati all’usus antiquior, anche se io penso ch’essi siano più di 5 mila. Il nostro «Bilancio 2019», che pubblicheremo a dicembre, lo dimostrerà senza alcun dubbio.


Paix Liturgique - Anche questa cifra di 3 mila è già molto importante!

Christian Marquant – Affermo queste cifre con prudenza. Una cosa è certa: se il mondo sacerdotale tradizionale organizzato è un elemento essenziale per l’esistenza della liturgia tradizionale, quello dei preti secolari e religiosi, legati visibilmente o meno all’usus antiquior, rappresenta già un gruppo considerevole, almeno due volte più importante di quello perfettamente quantificabile nell’universo San Pio X ed Ecclesia Dei. Questi ultimi sono stati e sono ancora i custodi della liturgia tridentina. Gli altri rappresentano il suo avvenire, nella prospettiva di un recupero da parte della Chiesa, quando uscirà dalla crisi che l’affligge.


Paix Liturgique - Ma cosa rappresentano questi preti in rapporto all’insieme dei preti della Chiesa?

Christian Marquant – Le ultime statistiche relative al numero dei preti cattolici, che ci sono state date dall’Ufficio Statistico del Vaticano nel 2018 (2) riguardano l’anno 2016. I numeri rivelano che l’insieme dei preti cattolici latini od orientali è di 414.467. I nostri 4.500 preti legati alla Messa tradizionale (1.500 preti “tradizionali”, cui si aggiungono i 3.000 “diocesani e regolari”) rappresentano dunque almeno l’1,1% del clero cattolico mondiale (o più, qualora si considerino solo i preti latini, poiché si tratta di liturgia latina, e qualora si considerino solo i preti attivi), che potrebbe esser rimasto o ridiventato tridentino, ciò che è lontano dall’esser una realtà ridicola, specie se si consideri che quest’identità è stata a lungo vietata e resta ampiamente perseguitata. E ciò nonostante, è in crescita.


(1) http://laportelatine.org/quisommesnous/statistiques/stat.php

(2) Annuario Statistico della Chiesa 2016, Libreria Editrice Vaticana, 2018 – Vedere pag. 80