Lettera 1400 pubblicata il 30 July 2026
VESCOVI, AIUTATECI!
253ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI
Bisogna riconoscere che oggigiorno sono spesso i fedeli ad assumersi la responsabilità di fare ciò che dovrebbero fare i vescovi, i capi e pastori cioè incaricati della cura della comunità. Un esempio recente: il 12 luglio è nato a Offenbach am Main, in Germania, il movimento Pro Fide Ecclesiæ. Il suo obiettivo è unire i cattolici tedeschi rimasti fedeli al Magistero della Chiesa e che desiderano difendere la fede cattolica dagli errori del Cammino Sinodale e, in generale, dagli errori sempre più evidenti del cattolicesimo tedesco, come è emerso chiaramente a Würzburg durante il 104° Katholikentag (un incontro biennale di cattolici tedeschi e un focolaio di eterodossia).
Ogni battezzato deve difendere la fede, ma non è forse questa la funzione primaria dei Successori degli Apostoli? I vescovi tedeschi, però, stanno facendo esattamente il contrario, con totale impunità, e Roma non sta nemmeno tentando di invertire questa tendenza attraverso le nomine adeguate. Il vescovo Hanke di Eichstätt, noto oppositore del Cammino Sinodale, si è recentemente ritirato ed è stato sostituito dal vescovo Würtz, vescovo ausiliare di Friburgo, che si fa promotore di una "rivalutazione" dell'omosessualità e delle cerimonie di benedizione per le coppie dello stesso sesso. Vale la pena notare che il nuovo prefetto della Congregazione per i Vescovi, l'arcivescovo Filippo Iannone, evita la nomina di vescovi classici. Il risultato è questo: in Germania, la fede cattolica non è difesa dai vescovi, ma dal popolo cristiano, anziché dai vescovi, e persino contro di loro.
Ovunque, e non solo in Germania, dobbiamo riconoscere la situazione paradossale in cui si sono trovati i fedeli negli ultimi cinquant'anni: guidati dall'istinto di fede, per preservare il catechismo cattolico e una liturgia puramente cattolica, sono stati costretti a organizzarsi indipendentemente dai loro parroci, e persino contro di loro. Padre Congar sognava di sovvertire l'ecclesiologia tridentina e di capovolgere la piramide gerarchica della Chiesa, ponendone la base in alto e il vertice in basso. E ora, sono proprio i difensori della teologia tridentina a essere costretti a stare al gioco della democratizzazione a causa delle carenze della gerarchia.
Certamente, vi sono sati dei sacerdoti – per definizione collaboratori dei vescovi – che sono accorsi in aiuto di quei fedeli costretti a prendere in mano la situazione, così come vescovi, cardinali e intere comunità sacerdotali che si costituirono come comunità "di supplenza", a cominciare da quella dell'arcivescovo Lefebvre, che si considerava lui stesso ciò che si potrebbe definire un "vescovo di supplenza" e che fece in modo che la sua Fraternità potesse assicurare la continuità di questo episcopato " di supplenza". Ma la stragrande maggioranza dei pastori rimase passiva, se non addirittura ostile, a questi movimenti di fedeli.
Ma intendiamoci: quando parlo di “vescovi di supplenza”, non intendo ridurre la loro funzione a un mero servizio sacramentale ai fedeli (per quanto indispensabile esso possa essere). I vescovi sono vescovi di tutta la Chiesa, in quanto, anche senza giurisdizione, un vescovo emerito, un cardinale senza funzioni curiali, o un vescovo ausiliare di una diocesi, pur non ricoprendo incarichi giurisdizionali, sono pienamente Successori degli Apostoli e partecipano alla sollecitudine di tutta la Chiesa.
Ai fedeli tedeschi riuniti nel Pro Fide Ecclesiae si è unito un vescovo della Svizzera tedesca, Monsignor Eleganti, già vescovo ausiliare della diocesi di Coira, il quale ha dichiarato: “Vogliamo difendere la fede dalle interpretazioni eretiche!”. Ciò conferisce indubbiamente maggiore forza a questa risposta cattolica.
Inoltre, riguardo alla questione liturgica che tanto ci sta a cuore, tutte le battaglie che combattiamo per garantire che la Messa e i sacramenti siano celebrati secondo il rito tradizionale assumono una dimensione completamente diversa ogni volta che vi si coinvolge anche un vescovo o un cardinale. Così, il vescovo Schneider chiese a Papa Leone XIV di promulgare una costituzione apostolica per "liberare" la liturgia tradizionale.
E cosa sarebbe successo a questa lotta, iniziata da sacerdoti e fedeli non appena fu promulgato il messale di Paolo VI, se l'arcivescovo Lefebvre non si fosse opposto con tutte le sue forze, a parole e nei fatti (ordinando sacerdoti), all'accoglienza di quel messale?
È facile immaginare che il panorama dell'era post-Concilio Vaticano II sarebbe stato ben diverso se non solo due cardinali, Ottaviani e Bacci, ma tutti i vescovi e cardinali ostili alla riforma liturgica – il cardinale Siri, il vescovo Carli e altri – avessero firmato il Breve Esame Critico del Nuovo Ordo Missae.
È evidente che la lotta per la liturgia tradizionale è fortemente rafforzata dall'affermazione del Cardinale Burke secondo cui "la liturgia, così come praticata secondo l'usus antiquior del Rito Romano, è un tesoro inestimabile della Chiesa che deve essere preservato e custodito, poiché è intimamente legata all'identità stessa della Chiesa Cattolica Romana" e che "è evidente che questa liturgia è missionaria" e che "attrae per il suo senso del sacro e del trascendente" (Le cardinal Burke répond à nos questions : entretien exclusif à Chartres).
Fedeli e alcuni vescovi. Si è detto che oggi si ripete la storia del popolo della Vandea, che andò a cercare i propri signori affinché si mettessero in testa alla resistenza a una rivoluzione che perseguitava la loro Messa.
"Vescovi, venite in nostro aiuto!" Venite in aiuto di tutti questi fedeli che si stanno organizzando per difendere la fede e il culto! Come quelle esemplari sentinelle parigine, la cui tenacia si manifesta nella recita del rosario al numero 10 di rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30, a Saint-Georges de La Villette, al numero 114 di avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, davanti a Notre-Dame du Travail, e la domenica alle 18:15.



