Lettera 1379 pubblicata il 3 juin 2026

LA LITURGIA TRADIZIONALE

ATTRAE I GIOVANI CONVERTITI

245ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI
Il recente pellegrinaggio a Chartres, con i suoi due “polmoni” – Notre-Dame de Chrétienté (20.000 pellegrini) e la Fraternità Sacerdotale San Pio X (6.500) – continua a rappresentare la manifestazione più significativa del “nuovo cattolicesimo”. Organizzatori e sacerdoti partecipanti affermano che la percentuale di giovani convertiti (sia neobattezzati che quelli già battezzati formalmente, ma che infatti stanno solo adesso scoprendo la fede, la sua pratica e il catechismo) è in costante aumento.

Chi sono? Padre Éric Iborra, vicario della parrocchia di Saint-Roch a Parigi, ha cercato di rispondere a questa domanda in un articolo pubblicato lo scorso anno, il 4 febbraio 2025, su Lex Orandi, dal titolo “Nuovi convertiti: una sfida pastorale e liturgica” (Les nouveaux convertis, un défi pastoral et liturgique).

Come tutti i parroci, specialmente a Parigi, egli sottolinea quanto è sempre più e importante la preparazione catechetica, spirituale e morale dei numerosi adulti e adolescenti che vengono battezzati (21.000 quest'anno in tutta la Francia, più del doppio rispetto all'anno scorso, di cui 810 a Parigi, tra cui oltre 50 a Saint-Roch, un numero rimasto stabile dal 2014). L'aumento di questi battesimi "è motivo di gioia", scrive, "ma anche di preoccupazione, poiché riflette in parte il considerevole calo del numero dei battesimi di bambini" (dal 2000, sono diminuiti da 400.000 a 200.000, scendendo a 90.000 durante la pandemia di Covid, quando la Conferenza Episcopale Francese (CEF) ne ha vietato la celebrazione).

Alcuni di questi giovani sono studenti (studi superiori, formazione professionale), altri stanno già lavorando. Non hanno complessi. "Questi giovani parlano con naturalezza del loro percorso spirituale con i loro coetanei". In un mondo alla deriva, sembrano essere alla ricerca di certezze. Sono identitari, nel senso migliore del termine; nel presente caso, desiderano una vera identità cattolica. Da qui il successo del tradizionalismo tra di loro, non necessariamente in modo esclusivo, ma anche in maniera disinibita: «Dove i loro predecessori erano soliti mostrare esitazioni o aggiungere riserve su punti di dottrina, loro esigono fermezza! Chiedono punti esclamativi, non punti interrogativi».

A Saint-Roch, dove hanno la possibilità di scegliere, l'80% opta per l’antico messale. «Stimo», continua padre Iborra, «che la percentuale di catecumeni battezzati con il vecchio messale si aggiri intorno al 15% nella nostra diocesi. Perché?». La liturgia tradizionale offre maggiore riparo dalla banalità della vita quotidiana perché lascia più spazio al sacro, grazie all'uso di una lingua specifica, il latino, e di una musica propria, sia il gregoriano o la polifonia. Non si tratta tanto di estetica, come si potrebbe pensare, quanto piuttosto di cogliere la bellezza che emana da celebrazioni radicate in una tradizione millenaria. Questa liturgia facilita la comprensione di quella dimensione verticale richiamata dalla preghiera comunitaria cristiana. Inoltre, la sua maestosa lentezza invita al silenzio interiore senza ostacolare la partecipazione attiva dei fedeli, che spesso sono profondamente commossi dai suoi riti. A ciò si aggiunge l'apprezzamento per il rigore dottrinale della predicazione. I riti stessi, infatti, ne forniscono un orientamento preciso: ad esempio, le numerose genuflessioni davanti alle specie consacrate trasmettono immediatamente la realtà della presenza reale di Cristo nell'Eucaristia. Si potrebbe dire che la Messa tradizionale in latino è un'opera d'arte totale, rivolta ai sensi, alla mente e, in fine, all'anima.

A Parigi, molti di questi neofiti hanno iniziato il loro percorso con ricerche online. Hanno trovato conferenze o catechesi online (degli Padri Laguérie o Raffray, ad esempio, o di padre Paul-Adrien, un domenicano). Poi cercarono una parrocchia che rispecchiasse quel messaggio e finirono a Saint Roch, Saint-Nicolas o Saint Eugène.

Lex orandi, lex credendi, e viceversa. Trovano naturale che a una liturgia "strutturata" corrisponda una dottrina chiara ed esigente. "Tuttavia, sono relativamente pochi i punti della dottrina cattolica che trovano difficili da accettare". E riguardo alla morale: "È evidente che la morale matrimoniale non corrisponde necessariamente alla loro esperienza personale o a quella di chi li circonda. Tuttavia, questo non è l'ostacolo che si potrebbe immaginare". Curiosamente, spesso sembrano lamentare la mancanza di fermezza del clero nel promuovere la fede. Questo perché si potrebbe pensare che "la morale cattolica fosse meno facile da vivere per loro rispetto alla 'non-moralità' della nostra società fluida, ma proprio questa fluidità può essere destabilizzante a lungo andare per la mancanza di punti di riferimento che presenta".

E padre Iborra conclude: “Con grande sorpresa di molti della mia generazione, la liturgia tradizionale non è più considerata un esercizio intellettuale molto complicato, difficile da afferrare perché basato sul latino e sulla musica medievale”. Piuttosto, è la nuova liturgia che a volte viene percepita come troppo intellettuale, persino astratta, mentre il vecchio messale trasmette più emozioni, soprattutto attraverso i suoi numerosi riti concreti. Questi giovani non vogliono trovare in chiesa ciò che già conoscono nella società. Vogliono essere trasportati in un altro luogo, in Cielo!»

Mons. Lagrange, il compianto vescovo di Gap, osservava con umorismo che i giovani che scoprivano la Messa tradizionale in latino, con stupore, la chiamavano la "nuova Messa". Non si rendono conto di quanto abbiano ragione, perché è vero che la liturgia tridentina respira un senso di perenne novità. È questa liturgia eternamente giovane che voi, cari sentinelle parigine, difendete contro coloro che vogliono restringerla o sopprimerla, voi che recitate i vostri rosari al numero 10 di rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00. fino alle 13:30, presso Saint-Georges de La Villette, 114 avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, di fronte a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.