Lettera 1420 pubblicata il 29 September 2026
IL GRANDE SUCCESSO DEL PAPA IN FRANCIA
E ADESSO, COSA POSSIAMO ASPETTARCI?
262ª SETTIMANA: LE SENTINELLE CONTINUANO LA LORO PREGHIERA
PER LA DIFESA DELLA MESSA TRADIZIONALE
DAVANTI ALL'ARCIDIOCESI DI PARIGI
La visita del Santo Padre in Francia, con la folla sugli Champs-Élysées e in Place de la Concorde e i giovani allo Stade de France, ha permesso per un tempo ai cattolici del nostro Paese di dimenticare, di testimoniare in una società ostile e di negare, fino a un certo punto, la propria condizione di emarginazione.
Il successo è stato simile a quello del primo viaggio di Giovanni Paolo II in Francia nel 1980, con la Messa a Le Bourget davanti a una folla immensa ("Francia, primogenita della Chiesa, sei fedele alle promesse del tuo battesimo?"), o davanti ai giovani al Parc des Princes.
Il viaggio di Giovanni Paolo II si svolse allora, come oggi, nel contesto di un certo "rinnovamento", allora al seguito del crollo avvenuto dopo la conclusione del Concilio Vaticano II nel 1965. In effetti, si parlò persino della "generazione Giovanni Paolo II", una generazione caratterizzata da un aumento dei candidati ingressati nelle schiere dei corsi propedeutici in vista della preparazione al sacerdozio. Il seminario "classico" di Paray-le-Monial prosperò per anni; seguì a breve il seminario di Saint-Luc ad Aix-en-Provence; e più tardi il seminario di Ars, affidato alla Fraternità Sacerdotale San Giovanni Maria Vianney.
Ma la grande ondata di secolarizzazione continuò, e quella rinascita dei primi anni Ottanta svanì nell'oblio. Nel 1980, durante la prima visita di Giovanni Paolo II in Francia, c'erano 40.000 sacerdoti (65.000 prima del Concilio) con un'età media di 54 anni. Oggi ne rimangono solo 12.000, con un'età media di 75 anni. Mentre nel 1980 l'84,7% della popolazione era battezzata (92% prima del Concilio), oggi questa cifra è solo del 74,9%: 513.000 battesimi nel 1980 contro 180.000 oggi. E mentre nel 1980 il 70% della popolazione francese si considerava cattolica, oggi questa percentuale è solo del 29%. Il numero delle Prime Comunioni era di 450.000 nel 1980; ora è inferiore a 70.000. I matrimoni religiosi, che erano 217.000 all'anno, sono scesi a 40.000. Il numero delle parrocchie è diminuito da 38.000 a circa 10.000, e i cattolici praticanti rappresentano ormai solo l'1,5% della popolazione.
Tuttavia, proprio come nel 1980, oggi si parla di un “rinnovamento”, dovuto al promettente aumento dei battesimi degli adulti: 4.468 nel 2020, 3.639 nel 2021 (l'anno del COVID-19), 4.278 nel 2022, 5.463 nel 2023, 7.135 nel 2024, 10.000 nel 2025 e 21.000 nel 2026. I nuovi ingressati ai corsi propedeutici che precedono la formazione al sacerdozio sono aumentati da 99 nel 2023 a 145 nel 2025. Questo è molto positivo, ma i 21.000 battesimi non compensano il deficit di meno di 300.000 battesimi di bambini all'anno e dimostrano che la generalizzata trasmissione familiare all'interno di una società cristiana è scomparsa, e che ciò che sta accadendo sono numerose conversioni individuali.
In realtà, l'aspetto più incoraggiante è che questi giovani che riscoprono la fede si pongono in netto contrasto con le generazioni successive al Concilio Vaticano II: quelle erano caratterizzate dal loro "svanimento", confondendosi con società circostante; al contrario, questi giovani di oggi si mostrano invece come generosi testimoni di una identità cristiana riscoperta. Notevole è l'attrazione esercitata su di loro dai cosiddetti giovani sacerdoti che secondano questa "identità", dalla Comunità di San Martino e dalle comunità tradizionali di San Pietro, San Pio X, Cristo Re, Buon Pastore e altre. Ne è un segno analogo il pellegrinaggio a Chartres, che nel 2026 ha attratto oltre 20.000 giovani con un'età media di 22 anni, così come il fatto che i tradizionalisti generino il 25% delle vocazioni, rappresentando il 7% dei cattolici praticanti (questa percentuale sarebbe molto più alta se la liturgia tradizionale potesse essere liberamente istituita nelle parrocchie).
Più in generale, e come abbiamo già accennato (Paix Liturgique France), ciò che resta del cattolicesimo in Francia sta diventando decisamente più classico e persino tradizionalista. Il profilo dei giovani adulti che ritornano alla fede o chiedono il battesimo si inserisce in questo fenomeno, descritto in una serie di programmi di France Culture del novembre 2025 intitolata "Cattolici di Francia, la tentazione radicale" (https://www.radiofrance.fr/franceculture/podcasts/serie-catholiques-de-france-la-tentation-radicale).
E molti sacerdoti sembrano rispecchiare questa nuova configurazione dei fedeli: un sondaggio Ifop condotto tra i sacerdoti francesi per l'Osservatorio francese del Cattolicesimo nell'ottobre 2025 ha mostrato che:
- il 20% dei sacerdoti predilige una forma di rito molto classica, a volte o spesso in latino e/o ad orientem, e a volte nella Forma Straordinaria, che l'8% di loro ha dichiarato di celebrare esclusivamente o assieme all'altra;
- e che il 60% dei sacerdoti più giovani annovera tra le loro principali preoccupazioni il raggiungimento della pace liturgica e della risoluzione pacifica e duratura delle controversie e dei malintesi con il mondo tradizionale.
Tali sono i fedeli, tali i loro sacerdoti. Ma non i loro vescovi. Il divario tra questi ultimi e le aspettative del loro gregge è sconcertante. Papa Leone XIV ha per caso ascoltato le aspettative di questo gregge che lo ha acclamato mas che è senza pastori? Ha compreso che questo divario deve essere colmato? Purtroppo, sembra improbabile. Inoltre, anche se lo avesse compreso, come sembrano aver in parte intuito Giovanni Paolo II e Benedetto XVI, sarebbe stato altrettanto impotente quanto loro nel porvi rimedio all'interno del quadro istituzionale di una Chiesa sinodale, ecumenica, liberale e aperta al mondo.
Continuiamo a pregare, come i parigini che partecipano alle veglie recitando il rosario al numero 10 di rue du Cloître-Notre-Dame, dal lunedì al venerdì, dalle 13:00 alle 13:30, a Saint-Georges de La Villette, al numero 114 di avenue Simon Bolivar, il mercoledì e il venerdì alle 17:00, e davanti a Notre-Dame du Travail, la domenica alle 18:15.



